una settimana ricca
Pubblicato da aidaxxx su 23 Giugno, 2008
Domenica: Cucina ritinta e muffa debellata, quindi Jurgen ci abbandona (temporaneamente) per andare in Asia. Da venerdi abbiamo una nuova ospite, Ruth, che sulle prime mi sta antipatica, la trovo spocchiosa ed egocentrica. Le australiane Cara e Kyla (una graziosa coppia lesbica di Sidney, artiste/artigiane, sanno fare delle borse ganzissime con materiali di scarto) prendono posseso della camera di Jurgen, diventando ufficialmente coinquiline.
Lunedi: registro un nuovo pezzo techno, qui la techno va a bestia… Succede poco altro
Martedi: Cambio idea su Ruth (che viene dal Galles e ha studiato all’accademia d’arte roba tipo tecniche fotografiche alternative, cose assurde…), diventa la mia ospite preferita, è la prima volta che mi affeziono così a una persona vista solo per pochi giorni. [e ora so che voi malpensanti penserete "te la sei trombata??" e io vi rispondo "no, maliziosetti che non siete altro, non la trovo neanche carina, e poi ha la ragazza, non il ragazzo, la ragazza."];
insieme andiamo a fare la spesa al mercato turco e la sera al Tacheles. Com’è bello il Tacheles d’estate! anche se era martedi sera c’era un clima da venerdi, con 3 bar all’aperto (tamarri e lontanissimi dalle origini riottose del tacheles, ho bevuto un cuba libre con vera coca-cola…);
lo Zapata Cafè con un bravo dj electro che faceva ballare la gente, il cabinato dello space invaders originale, l’estetica post industriale e le fiamme dal mostro metallico sul soffitto;
il bar del primo piano che più underground non si può, con gradevole balcone,
il laboratorio artistico con le cose più strane,
e infine un inaspettato jazz club all’ultimo piano, senza musica dal vivo ma con una buona selezione blues/jazz, candele sui tavoli e luci soffuse.
Perdiamo l’ultimo treno (S-Bahn) e ci tocca prendere il bus notturno, me la cavo mostrando un biglietto vecchio all’autista…
mercoledi: vado a Free-Shop in F’shain con Ruth e Margot, faccio grandi spese!
- una maglietta graziosa
- un lenzuolo carino e quasi nuovo
- un cuscino di quelli ripieni di riso
- un djembè con la pelle rotta (presto sostituita dal nastro adesivo, ha anche un bel suono)
Ruth invece raccatta mille scampoli di stoffa con cui farà un regalo alla casa (una specie di collage cucito che dice “Thank you, Danke!”).
Poi ovviamente Voku (Vetomat), dove ci raggiunge la coinquilina Maureen, e le bimbe si mettono istantaneamente a giocare a carte: la presenza di Maureen impone di giocare…
Si siedono accanto a noi un giovane padre un po’ fricchettone con due bambini di grossomodo 4 anni che incredibilmente sono quasi bilingui e si rivolgono a me in inglese (un po’ inquietante…), Margot tira fuori un gioco che non ha mai capito tipo costruzioni stranissime, Ruth sa come incastrarle, e alla fine vengono regalate ai bambini, che felici ci fanno gli omini (e altre cose). Torno a casa ad aspettare due ospiti svedese, che arriveranno dopo l’una, vabbè tanto ero sveglio. Le svedesi sono due 20enni un po’ fighette ma simpatiche e chiaccherine.
giovedi: Come saprete, giovedi musei gratis. Le nostre 3 ospiti studiano tutte a un’accademia d’arte. Questo significa ovviamente che andiamo all’Hamburger Banhof, museo di arte contemporanea (precchio contemporanea: dal 1950 a oggi), che ospitava una enorme retrospettiva di Wolfgang Tillmans (fotografo), a Ruth viene la sindrome di Stendhal, e passa ore nel museo, mentre io e le svedesi l’aspettiamo fuori al sole (l’Hamburger Banhof ha uno splendido cortile). Finalmente ci raggiunge, e ci dirigiamo senza una precisa destinazione verso F’shain. Quando alle fie prende la fame, mangiamo la pizza. Preferivo l’indiano, da bravo italiano faccio lo spocchioso per la pizza tedesca, ma in fondo quella 4 formaggi era proprio buona!
Torno quindi a casa in fretta con Ruth: se ne va, e rischia di perdere il treno (non ho capito perchè se ne tornasse in Inghilterra in treno, ma vabbè…)
Per la prima volta mi dispiace davvero che un’ospite se ne vada.
venerdi: Ancora mercato turco! ci porto le svedesi, che ne sono felicissime, rimangono estasiate davanti alle verdure, tipo Ruth nella mostra di Tillmans…
Compro un po’ di roba per domenica, si prevede pic-nic nel parco, ultima possibilità per poassare del tempo con Agnieszka che parte domani (lunedi).
La sera decido di testare la resistenza psicofisica delle svedesine e propongo loro un techno party in Revaler Strasse, preceduto da bevuta (di birra per tutti, di analcolico succo di frutta per me) al Fischladen (simpatico pub underground nonchè ottima Voku). Il party, in uno dei tanti capannoni delle ex fabbriche di revaler Str., non è male, però la sicurezza all’entrata e il fatto che bere acqua dentro sia impossibile ci fanno stirgere il naso. La musica era minimal techno nella sala grande (io ODIO la minimal techno!
) e hard-tech nella sala piccola (io AMO la hard tech!
), ma solo dopo due ore di danze (spesso interrotte da chiacchere), e quindi alle 4.00, le svedesi cedono e mi convincono a tornare a casa: brutte svedesi che non reggono i ritmi berlinesi! dicevano che a Malmo la sera escono alle 22.00 e tornano a casa alle 1.00, però qui è moolto diverso…
sabato: risveglio pigro, giornata di recupero in casa, mando alcune mail per suonare alle feste (sperando che paghino bene), kajsa e Alva cambiano ospitante e le saluto, per il resto sabato in pijama, orgogliosa tradizione che ho mantenuto anche in Germania. Patryck - un amico che presto emigrerà in Australia - ci regala un armadio: un affare ENORME che non so come sistemeremo in salotto, per ora è in una stabile ma esteticamente discutibile posizione temporanea, che fa sembrare il salotto una biblioteca (infatti a Paul piace…) ma è un po’ opprimente. La mia camera diventa una VERA camera, ci metto uno scaffale bianco che funge da armadio e libreria, appendo cose alle pareti (tipo un piccolo mobiletto per libri e cazzate), sostituisco il materasso con uno più solido e con una bella rete di legno sotto, insomma, la mia camera inizia a sembrare una camera!
domenica: che è oggi. Pic-nic al lago! al Volkspark Jungvernheide, a Spandau, c’è un bel lago con spiaggia, prepariamo corbelli di cibo e ci dirigiamo là per un goddbye pic-nic per Agnieszka. Cibo buono, acqua bella, clima estivo, ombra, freesbee e buona compagnia, non potevo chiedere di meglio. Mi ha anche un po’ fiaccato. Torniamo e le strade del quartiere sono occupate da una festa gay (uno street party, tipo una fiera), qui le feste gay non sono squallidi ritrovi di checche, sono feste ganze, e se non sei gay non ti senti fuori luogo, ma comincia a piovere a dirotto, quindi meglio restare a casa!
Domani mi attende un triste arrivederci.
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