Mago Berlino!

il trip tedesco di aida

l’eclettismo permea l’aria

Pubblicato da aidaxxx su 4 Maggio, 2008

eclettismo artistico, apertura mentale politica, fermento urbano e suburbano, multiculturalità, frenesia, innovazione tecnologica, radical, punk, chic, queer, multimedialità.

Ma vado con ordine:

2 maggio: faccio un giro a Kreuzberg (qui accanto c’è il link alla pagina flickr, fatevi un giro con me nel set Kreuzberg), il quartiere più “hip” di Berlino. Qui sono state occupate le prime case, e si sono sentiti i primi schiamazzi di ribellione punk, qui si sognava la “freie republik Kreuzberg” (libera repubblica di Kreuzberg), sono iniziate qui le immigrazioni dal far east euroasiatico e in questo territorio di confine si accoglievano i fuggiaschi della DDR. Ci ero stato altre volte, ma mai mi ero accorto degli echi rimbombanti di tutto ciò che è stato kreuzberg negli anni della berlino divisa, sotto forma di coloratissimi house projects, donne bianche col velo islamico, manifesti contestatari, nugoli di tossici/disperati/barboni, ardite architetture popolari.

Poi, la sera, faccio un tuffo nella Berlino del tanto decantato fermento artistico e culturale, e ne prendo parte.
Cueberlin organizza ogni primo venerdi del mese delle jam session multidisciplinari multimediali. Si tratta di prendere uno spazio normalmente vuoto (in questo caso un laboratorio in disuso) per riempirlo di installazioni multimediali, musica e performance. Ognuno può andare e proporsi come performer, chiedendo agli organizzatori supporto tecnico. C’era un piano, una chitarra, 3 laptop, 2 proiettori, strisce di carta igenica ovunque, palloncini che ti indicavano la strada, candele a illuminare la toilette. Io ho costruito delle percussioni con della roba trovata per strada (un pezzo di una lampada e una cosa inspiegabile trovata in un cantiere), facevano un bel suono, ma erano scomode da aggieggiare.
Suono un po’ il piano, poi le mie percussioni, poi passo a un pc gentilmente offerto da uno degli organizzatori (dove era installato Reason, ma nessuno lo usava), intanto alcuni Couchsurfer performano preparando un’insalata e delle ragazze fanno una performance mimica un po’ osé. Arriva anche un altro musicista con mille aggeggi elettronici strani, roba rotta, smontata, modificata, che faceva rumori assurdi coprendo tutto il resto. Intanto venivano proiettati video sperimentali. E’ stato bello, ma dopo un po’ stufava: 10 minuti di rumori aritmici sono ok, 3 ore iniziano a essere eccessive, anche per me!

3 maggio: Non faccio un cazzo.
è sabato, e la tradizione del sabato in pijama si mantiene anche quando migri. D’altra parte, sto nella Big Pink House: non ho bisogno di uscire per divertirmi, il divertimento viene a trovarmi a casa!
Infatti la sera s’è fatto una bella cena, c’erano quasi tutti gli abitanti, più i 5 polacchi, più i due ospiti tedeschi che cucinavano: hanno preparato delle cosine strane, specie di gnocchi filanti con un sacco di formaggio, preparati con latte e uova: roba leggerina, insomma!

La “cena” si dilata fino alle 1.30, quando qualcuno (Agnieska) decide che, in effetti, si potrebbe anche fare qualcosa, e convince il suo branco di polacchi ad andare in disco. Alle 2.15 esco anche io, provando ad andare alla rauch haus (uno dei primi house project di berlino, vi fanno concerti e serate musicali ganze) ma mi va male: uno sciopero dei trasporti blocca proprio la linea che voglio io, e mi fa fatica fare il giropesca, perciò faccio un giro da solo a Ku’damm, per vedere se becco i polacchi, non li becco e torno a casa.

4 maggio: cioè oggi.
E’ domenica, quindi il giorno dei mercatini ganzi! vado a Boxhagener Platz per cercare una bici e, con mio sommo sbigottimento, la trovo! bella, comoda, economica, è subito mia (in realtà dopo 3 giri della piazza). Prendo anche una bella catenona che non si rompe neanche con le bombe e VIAAA! a fare un giro in bici.
Faccio scorrere sotto le mie ruote i vialoni di Friedrichshain, poi Alexanderplatz dove mi fermo in pausa pranzo, la Museuminsel, Unter den Linden dove c’era una manifestazione contro la scuola privata, il Tiergarten, mi perdo vagando a caso, ritorno in Friedrichshain, poi Charlottenburg, poi casa: che girone, wow!

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