“Questo è l’after party più estremo che abbia mai visto”, ha detto la ragazza coi dreadlocks prima di inciampare sul filo fracassando internet e telefono.
Il luogo designato per l’after party dove molti dei superstiti del Beach Camp si sono rifugiati è casa mia.
Una ventina di couchsurfer più o meno sbronzi ancora nel mood casinaro del camp hanno invaso il salotto.
Volavano salsicce e tappi di birre, alcune ancora in bottiglia di plastica, evidente residuo del campeggio, i cetrioli bisognava togliere la sabbia prima di mangiarli, l’ordinatissimo salotto buono si è trasformato nel giro di 5 minuti. Ora ci saranno si e no 40 bottiglie vuote sul tavolino.
Non sono mancati momenti di nervosismo, soprattutto quando cosa (ma chi è? ma di dov’è?) ha spappolato il filo del telefono, o quando Oskar, il lituano pazzo, ha rischiato di far cadere il soppalco Ikea (con Juanjo che ci dormiva sopra), credo che Trevor si sia pentito di aver invitato tanta gente…
Gli servirà da lezione per il futuro!
il risveglio è andato meglio della buonanotte, ho trovato Jurgen che aggiustava (riuscendoci!) internet, gente che preparava il tè, una fila al bagno nemmen troppo lunga. Però la folla, al mattino, mi sta stretta, allora me ne sono andato – solo – al mercato turco, ho preso mille verdure e ingredienti per il curry, appena rimaniamo tra pochi intimi preparo un pranzetto (cenetta?) vegan e sana, che ne abbiamo bisogno dopo lo stravolgimento psicofisico pre-during-after Beach Camp.
Tschuss!





boia manuel non sai come vorrei essere lì per vedere il disastro! e non dimenticarti di guardare lost!! buon divertymento
Commento di chiaracat — 13 Maggio, 2008 @ 1:50 pm |