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Should I write in english?

10 December, 2010

yes, I should.

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Casa nuova

17 December, 2009

Dal rosa al rosso. Dal sud al nord. Dalla muffa sulle pareti ai 60 mq di cortile solo per noi. Dal gas alla cucina elettrica. Dai queer pavoneggianti ai turchi discreti.

E inoltre: Spati (negozi aperti tutta la notte, perlopiù bibite e snacks), Kneipen (corrispondono agli italiani “bar sport”), Imbiss (=fast food) di ogni cultura extraeuropea, afro-shops, asia-market, banchetti di verdure a poco. E anche un parco di fronte a casa, un WG simile dietro l’angolo (The End of The World), la Ring-Bahn, e la neve – almeno per oggi.

Anticipando l’anno nuovo, Dicembre ha portato un grosso cambiamento: dopo 18 mesi vissuti alla Big Pink House, si prende baracca e burattini e ci si sposta a Wedding.
Tutto è cominciato con un colpo di culo, la prospettiva di andare a vivere con una coppia di amici, e un fortunato post trovato su un sito di annunci immobiliari. Ci innamoriamo subito della casa: 130 mq, una cucina gigantesca, un salotto perfetto come stanza della musica, 2 bagni, 4 camere e una terrazza (in realtà cortile, essendo al piano terra) privata. Una settimana dopo averla vista abbiamo già firmato il contratto. Avremmo dovuto prenderla da gennaio, ma grazie al buon cuore degli amministratori abbiamo avuto le chiavi il 2 di dicembre – e a dicembre l’affitto non lo paghiamo! – così adesso siamo già qui, in 6, ad abitare la casa a tempo (quasi) pieno.

Quindi, adesso divido la casa con 5 simpatici individui, mediamente più puliti, stabili e pacati che nella Big Pink. Si tratta di Vicky, Iina, Emer, Lucian, Theresa.
Io e Vicky stiamo insieme.
Lucian e Theresa stanno insieme.
Iina e Emer non si sa, ma probabilmente no (spero solo non finisca drammaticamente)

Non abbiamo ancora un nome. Qui le case hanno nomi, e non averlo inizia a pesare: se avete proposte, inoltratele.

Foto appena possibile.

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Costruire una comunità

15 November, 2009

Sotto il discutibile nome di “ProjectVolunteering” e l’abusato simbolo di una mela si nasconde un progetto e una comunità con i quali collaboro da circa un anno.

In un anno mi ha dato l’opportunità di imparare qualcosa, ed i tempi sono maturi per cominciare a condividere anche in italiano.

Prima lezione:
Costruire una comunità non è facile
.

Negli ultimi anni, prima di prendere il culo e andarmene in Germania (a Livorno si dice così, “prendere il culo e andarsene“) ho iniziato a interessarmi a temi importanti, riassumibili con “cercare di lasciare il mondo meglio di come l’abbiamo trovato”. Ecologia, sostenibilità, diritti umani, brevetti alternativi, decrescita e questi argomenti qui.
Con l’ambizione di formare un HausProjekt mi sono iniziato a interessare a ProjectVolunteering con l’illusione di mettere in pratica tutto quello che per anni ho solo osato sognare: costruire una comunità urbana ma relativamente indipendente, cosciente, aperta a tutti,  attenta al proprio impatto socio-ambientale, pronta a mettersi in discussione e – soprattutto – con forti ideali alla base.

cazzate.

I veri insegnamenti che ho tratto da questa esperienza sono altri, e sono tanto più apprezzati quanto più inaspettati.
Ho imparato che, nonostante una generale e comune cultura di base (quella del civile mondo industrializzato, tipicamente euroamericana) e attitudini in qualche modo simili (l’interesse per stili di vita alternativi, cosunque voglia dire), possiamo essere immensamente diversi da chi ci sta a fianco, e dice di condividere con noi un progetto o, come dico io, un sogno.
Andiamo nello specifico.

Tra i partecipanti al progetto:
– pochissimi sono interessati  a temi di sostenibilità
– la maggior parte non sa cosa sia questo progetto
– moltissimi hanno velleità artistiche, ma nessuno ha mai condiviso la propria arte con gli altri
– moltissimi sono solo in cerca di un posto comodo e divertente dove stare, possibilmente senza pagare una lira, sfruttando il buon cuore di chi si sta facendo un culo così per portare avanti un sogno non condiviso.

In questo periodo PV è in pausa, per leccarsi le ferite e capire dove ha sbagliato. Per ora, possiamo solo fare supposizioni e mettere in discussione i nostri valori fondamentali:

Essere una comunità aperta: questo  ha attratto ogni sorta di scrocconi o disgraziati di varia natura e ha fatto si che non fossero i valori positivi a venir condivisi, ma quelli negativi. Per un lungo periodo, chiunque poteva bussare alla porta di PHB e restare per un periodo di tempo indefinito, a patto che la sua presenza non fosse di disturbo agli altri e che contribuisse in qualche maniera alla gestione. Le cose sono ben presto sfuggite di mano, naturalmente la comunicazione interpersonale è venuta a mancare e le sottili linee di confine tra comunità aperta, party house e centro di carità per scrocconi sono state travalicate molto spesso.

Riconoscere la fiducia come valore fondamentale: purtroppo la società è viziata e trasmette valori inquinati. Non so se sia nella natura umana o se sia una delle cosiddette malattie della modernità, ma purtroppo se ti fidi di tutti, qualcuno nella comunità finirà per approfittarsi di te.

Promuovere l’autodisciplina piuttosto che regole rigide e indiscutibili: è stato per me incredibile scoprire quante persone – pur interessate formalmente a un progetto di learning community – preferiscano essere guidate come pecore piuttosto che esprimere pareri o lottare per le proprie idee. Penso che questa sia stata per me la delusione maggiore.

Quindi che insegnamento possiamo trarre da tutto ciò?
Che, se hai la pretesa di formare una comunità che si basa su questi valori, attirerai un sacco di alternativi del cazzo, poser, fannulloni, pseudo-hippy, scoppiati e pecore che ti renderanno la vita difficile.

Ma io voglio comunque vivere in una comunità aperta, basata sulla fiducia e sulla flessibilità! come faccio?

Un tentativo di risposta e una lunga serie di nuovi interrogativi nei prossimi posts.

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The Food War

14 June, 2009
(questa volta in inglese)

Take your knives and potlery, there’s a war to win! Once again Big Pink has been invaded by free food.

Few weeks ago a new obsession conquered the hearts of some inhabitants of the Big Pink (Manu&Vicky): going to the Night Shop. In Berlin there are many Night Shops, even if we’ve already chosen our favourites: they are full of surprise (good) food, with scarce illumination, open all night long and absolutely free.
Last wednesday we found more food than we could carry, and we came back home with 2 big backpacks and a shopping bag full of veggies, as you can see in the pictures. Then started the cleaning part:

Good food for free is always appreciated. But we didn’t consider that the same day we collected a lot of stuff from the turkish market… On Thursday having a huge vegan meal was compulsory.

The line-up:
Manuel: stove, wok, knives, chopsticks
Vicky: oven, cutting board, big-box-of-veggies
The Devourers: Manu, Vicky, Fernando, Jurgen, Dani, Seth (indirectely), Mariangela and who was at Big Pink at the moment

Later in the long afternoon we enjoyed the company of the youngest member of the Yellow Castle:

Recipes:

Grosse Gemuse Pfanne
Take a huge box full of green onions, broccoli, peppers, fresh green beans, aubergines, apples, carrotts, celery-like salad, garlic, ginger. Then you need tofu, salt, broth and (olive) oil [seed oil is also ok], coconut milk, gomasio. And few spices: oregano, cumin and Magic Paprika.
Set up:
– 1 or 2 cutting boards where to chop/cut/slice vegetables
– 1 pan to fry
– 1 wok to mix everything together. I used al lectric plate to cook with the wok, and the normal stove for the pan.
Prepare 2 glass of vegetable stack in the wok with boiling water, broth and spices.
Warm up the pan with oil and start fryng vegetables in this order: first garlic, green onions, broccoli, beans, ginger. Then peppers, white salad (?), apple, carrot. Then aubergines and tofu. As soon as the stuff is cruchy fried, tranfer it in the wok, where the stack is boiling on a low temperature. Once everything is inside the wok, add coconut milk and correct saltyness with gomasio.


Salad
A big lettuce, 2 apples, 2 peppers, cherry tomatoes, raddish, soy sauce, gomasio

Plum-Peach Chutney
Let garlic, green onions and peppers stir fry on a pan, add sugar and vinegar, then cooked peaches and plums and apples, stir regularly and cook on a low fire, add vinegar several times. Is ready when is creamy.

Vegan Cake with Plums
Ask Vicky

About Night-Shopping:
http://en.wikipedia.org/wiki/Dumpster_diving
http://trashwiki.org/en/Main_Page
http://trashwiki.org/en/Berlin
http://container.blogsport.de/

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27 aprile

28 April, 2009

Il 27 aprile 2008 sbarco a Berlino deciso a restarci.
Arrivato nel luogo che avrebbe dovuto ospitarmi per le prime notti, trovo ad accogliermi in giardino una ragazza bionda, australiana, intenta a dipingere di rosso uno scaffale sul quale tutt’ora tengo tè e cibo. Quella ragazza era Danielle.

Il 27 aprile 2009 Danielle, con 3 giorni di ritardo rispetto alla data prevista e un giorno di anticipo rispetto all’altra data prevista, ha dato alla luce un bambino.

Premetto che ancora non trapelano troppe informazioni al riguardo e approfondisco le circostanze:
Mi trovavo al Caravan, sede di ProjectVolunteering, ma non dentro, bensì fuori, davanti alla casa, dove in una piccola isola pedonale nell’incrocio tra Schoenhauserallee e Kastanienallee erano stati portati un tavolino, sedie, cibo, sangria e persino un divano: il Caravan Lounge. Mando un messaggio alla coinquilina Mariangela (collega del neobabbo Jurgen)  per invitarla a raggiungerci, mi risponde che non sa se avrebbe fatto in tempo, e ‘ah.. jorgen ha avuto il bimbo/a!!!!‘.
Mariangela me lo dice così, come un by the way alla fine del messaggio, lasciando pertanto in dubbio il sesso del bebè e scrivendo il nome di Jurgen sbagliato. Smaniamo, brindiamo e mandiamo sms. Quasi un’ora dopo Trevor mi chiama per darmi notizie di prima mano: è un maschietto, mamma e bimbo stanno bene, pesa 4100 gr, e i medici sono stati costretti a praticare il cesareo perchè il bimbo (enorme per il minuto fisico di Dani) non voleva venir fuori. Dani ierisera stava già bene nonostante l’operazione, e dovranno stare altri 3/4 giorni in ospedale per riprendersi.
E questo é tutto ciò che so per ora.

Aspettiamo con impazienza di sapere che nome avrà questo bimbo…

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Le cose che non cambiano mai poi cambiano in un minimo limite di tempo.

30 March, 2009

Per niente facile tornare a scrivere su questo blog dopo più di 3 mesi!

Intanto, chiedo perdono a chi si è aspettato qualche aggiornamento e non l’ha avuto. Quindi passo a spiegare perchè per quasi 4 mesi non mi sono fatto vivo.
Il fatto è che sono successe talmente tante cose che ho perso il filo, e non sapevo da dove cominciare nel raccontarle. Ma in realtà, neanche troppe sono le novità, ma sostanziose. Partiamo con le cose di cui in genere no parlo, e che rappresentano anche le novità più nuove.

Il 13 marzo ho preso un volo per Londra e sono andato a trovare Valeria. Il 14 marzo, giorno, peraltro, del 27esimo compleanno di Valeria, prendiamo la solenne decisione di lasciarci dopo 6 anni. Ora, io in questo blog ho sempre lasciato – volutamente – fuori qualsiasi aspetto della mia vita sentimentale (perchè, in fondo, sono cazzacci miei e non vostri), quindi non è che ora mi metterò a spiegarvi tutto quanto. Ma come è facile immaginare, questo significa che un capitolo importante della mia vita si è concluso. Giusto per tranquillizzarvi, sappiate che ci siamo lasciati nel migliore dei modi, siamo riusciti a rimanere amiconi, e non troncheremo ogni rapporto ma continueremo a sentirci: dopo 6 anni insieme, mi sembra il minimo…
Questo è il massimo slancio di intimità che riesco a concedermi, quindi passiamo ad altro.

A Berlino la crisi non è arrivata. O meglio, forse è arrivata, ma non la percepiamo: la crisi economica è evidente quando hai un lavoro fisso, compri oggetti nuovi, fai la spesa al supermercato. Ma io sono ormai abituato a raccattare mobili dalla strada (o dal cortile), prendere la verdura (80% della mia dieta) al mercato turco in chiusura per poco o nulla, muovermi in bici per non pagare i mezzi pubblici, fare dumpster diving. In questo clima di crisi, mi è stato paradossalmente facile trovare qualcosa che assomiglia a un lavoro.
Il lavoro in questione consiste nel fare traduzioni dall’inglese all’italiano per un sito web. Vista la natura delle traduzioni (per lo più noiosissimi disclaimer legali sull’uso dei siti), è un lavoro noioso e poco stimolante, ma in perfetto stile berlinese, visto che:
– lavoro da casa, senza orari fissi
– vengo pagato… poco
– la discontinuità con cui ricevo nuove traduzioni e la natura del contratto spingono questo lavoro molto oltre i confini del precariato
Ma se non altro, è qualcosa.

Dal 1 febbraio si è concretizzato un progetto al quale stavo lavorando da mesi, insieme ad alcuni amici. Sotto l’etichetta di ProjectVolunteering adesso c’è un appartamento di 150 mq in Prenzlauerberg, dove 6 (o forse un po’ di più?) residenti e innumerevoli ospiti vivono e lavorano. Si tratta di un piccolo hausprojekt incentrato sull’ospitalità. Alcuni concetti che stanno alla base del progetto, tanto per farvi capire a grandi linee di cosa si tratta:
Hospitality Network: come i supernoti Couchsurfing.com e Hospitalityclub.org
Learning Community
Social Center

Dunque, si tratta di sfruttare al meglio le possibilità offerte dall’ospitalità: scambiare conoscenze con viaggiatori di ogni paese e cultura, cercando di vivere in maniera comunitaria nel più sostenibile dei modi. Guardate il sito per qualsiasi informazione al riguardo.
Io non vivo là in maniera permanente – Big Pink è ancora incredibilmente cheap, e sempre interessante come “spazio abitativo alternativo” – ma dal momento che faccio parte del progetto da settembre, cerco di sostenerli il più possibile e spesso organizzo attività là.

Per finire, è doveroso spendere 2 parole sui cambiamenti in atto alla Big Pink, dove continuo a vivere.
Per 3 mesi l’atmosfera fricchettona che caratterizza casa mia è andata a farsi fottere. Si vedevano pochissimi ospiti, non tutti gli abitanti erano coinvolti nella “vita di comunità”, la casa è stata incredibilmente silenziosa, soprattutto dal primo di marzo, quando anche Jurgen e Danielle – visto l’imminente arrivo di un bebè – si sono trasferiti in un piccolo appartamento solo per loro a Kreuzberg. Le cose sono destinate a cambiare da Aprile, con l’arrivo di Mariangela, amica italiana e couchsurfer, e di 2 ragazze serbe. Sembra che la Big Pink finalmente tornerà ad essere la Big Pink!

Ah, ultima cosa: ho ottenuto una cultura di Kombucha.
Si tratta di una colonia di lieviti e batteri con cui fermentare il tè zuccherato, ottenendo una bevanda sana e rinfrescante. Detto così fa schifo, ma in realtà è buonissimo, e ho scoperto che viene usato anche nella produzione della Bionade. Bisogna starci un po’ dietro: il mio coinquilino Trevor dice che ho un “pet mushroom”.

Adesso avete altri 3 mesi per riflettere su quanto ho scritto. Nei links ci sono concetti abbastanza profondi da stimolare la vostra curiosità fino al prossimo articolo.

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…dopo due lunghi mesi…

8 December, 2008
9:50pmManuel

aniiiiii!!!

9:51pmAnita

ciaooooooo

9:51pmManuel

come va?

vabbè

insomma

qui grandi novità

9:52pmAnita

zomma

mah

mmm

9:52pmManuel

però la più grossa la tengo per ultima

allora

9:52pmAnita

9:52pmManuel

ho cambiato stanza, ma nella stessa casa

ora ho la porta!!

lo spazio!!

la stanza calda!!

che bello

9:53pmAnita

uah

9:53pmManuel

la privacy!!

9:53pmAnita

vero

bene

son contenta per te cicci

9:53pmManuel

POI

l’house-project ritarda, per via della burocrazia tedesca e perchè mettere d’accordo 12 teste è difficile. Ma ora nessuno è senza casa, evviva!

POI

Vale viene il 30 dicembe e resta fino all’8 gennaio

POI

9:55pmAnita

ah

ma aspetta devo capire

ho capito

9:55pmManuel

il fidanzato della coinquilina fiorentina Margot ha dovuto fare un trasloco di emergenza e ha rinchiuso TUTTO il suo appartamento dove viveva da 10 anni in un deposito a pagamento e ora è ospite qui!

9:56pmAnita

o boia

9:56pmManuel

Sorvolo sull’atmosfera natalizia che pervade Berlino, è tutto un mercatini luci feste dolcezze bontà candele cazzate

MA LA NOTIZIA BOMBA

9:56pmAnita

mh

vai

9:57pmManuel

2 coinquilini sono tornati da un viaggio di 2 mesi

e lei è incinta!!

9:57pmAnita

o cazzo

9:59pmManuel

sono contenti
si inizia a respirare aria di “qualcosa di speciale accade” qui. Naturalmente, stanno cercando un’altra casa, nonchè sbrigando affari burocratici per avè un figliolo in germania senza esse tedeschi.

10:03pmManuel

poi che ti devo dì? qui il freddo congela un po’ tutto, par d’essere in letargo, non puoi più passare le giornate fòri. A volte nevica, anche a mezzogiorno, ma raramente la neve resta per più di un giorno

quindi niente pallate😦(

10:03pmAnita

boia

o che freddo ci fa?

10:03pmManuel

freddo bubbone.

10:03pmAnita

quanti gradi mancano?

10:03pmManuel

o_O

boh, più o meno siamo sugli 0di giorno un po’ di più…
Oggi era 3 gradi, domani previsti 0, ma non ho capito se di giorno o di notte…

10:05pmAnita

boia

10:06pmManuel

Ah, poi un altra cosa: sai, adesso siamo in 7 in casa!!!

10:06pmAnita

in 7?

10:07pmManuel

si:
io
Margot
Strauss (fio di Margot)
Jurgen e Danielle
Paul e Maureen

10:07pmAnita

boia
quanta gente

10:09pmManuel

è abbastanza bello: si fa grandi spese al mercato turco 2 volte a settimana, con 5 euri torni a casa con CASSE di verdure, che iniziano a svendere a fine mercato, quindi il frigo e la dispenza strabordano, quindi si cucina abbestia. Tipo ognuno decide di mettersi a cucinare, e prepara qualcosa per tutti, e questo accade almeno 4 volte al giorno…

Tipo ieri:

10:10pmManuel

– zuppa rossa di Maureen alle 17.00
– pane di Paul alle 18.00
– zuppa gialla di Manuel alle 19
– pasta al ragù di Srauss alle 21

10:10pmAnita

quindi mangi abbestia senza spendere un cazzo

10:11pmManuel

ehheheh, si.
la scelta è quella che è: ci possiamo trovare con CASSE INTERE di manghi e peperoni…
(e, per finire, di nuovo pane di Paul a mezzanotte)

10:11pmAnita

boia
bello mangià così
che bontà
sbavo

10:13pmManuel

stasera ci siano sdati, io e Maureen! lei ha fatto una specie di pizza piccante col formaggio bulgaro e un sacco di verdure, io delle crepes ripiene di broccoli e patate cotte in forno con una salsa al formaggio!

10:13pmAnita

levati di ulo

boia

10:13pmManuel

Strauss voleva fare la pasta ai carciofi, e Jurgen i broccoli al formaggio, maddé, era troppa roba… cucineranno domani

10:14pmAnita

fameeeeeeeeeeeeeeee

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